venerdì 2 dicembre 2016

Tubi passanti, spettacolo di Oltre quella sedia

In un vortice di polvere
Gli altri vedevan siccità
A me ricordava la gonna di Jenny
In un ballo di danti anni fa...


Così inizia "Il suonatore Jones" di Fabrizio de Andre', straordinaria trasposizione musicale di una delle più belle poesie dell'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters.
Il senso di questo verso della canzone è molto chiaro e non lascia ombra di dubbio su quella che è la differenza sostanziale che passa tra "gli altri" e gli artisti. In generale, laddove i primi riconducono ciò che "vedono" (il vortice di polvere) a un comune denominatore codificato dalla logica (la siccità), gli artisti vi vedono una o più storie ("la gonna di Jenny in un ballo di tanti anni fa").
Ma gli artisti non si limitano a vedere cose che gli altri non vedono; gli artisti generano, da ciò che vedono, qualcosa di nuovo. E lo fanno attraverso uno strumento, che può essere un pianoforte, un pennello, uno scalpello, una penna, oppure il proprio corpo.
Ed è proprio attraverso il corpo che gli artisti di Oltre quella sedia, guidati da Marco Tortul e con la collaborazione di Elisa Pincin, creano da un unico elemento di partenza universi completamente nuovi. Così, a partire da un banalissimo tubo, può nascere un passaggio, oppure un viaggio, le tenebre, la paura, lo scorrere del tempo e, con esso, il passato e il futuro.
Di più non vi posso raccontare, perché ogni ulteriore parola sarebbe del tutto fuorviante: non è la beata o sciagurata - a seconda dei punti di vista - razionalità a scatenare la creatività degli artisti e la passione degli spettatori, bensì quella che James Joyce chiamava nell'Ulisse "profondità vitale". Accontentatevi dunque di queste parole e delle foto che seguono per poi venire ad assistere al nuovo spettacolo della compagnia, "Tubi passanti", che avrà luogo domenica 4 dicembre, alle ore 11.30, presso il teatro dell'oratorio di Roiano, a Trieste.

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martedì 18 ottobre 2016

Ilva Football Club di Fulvio Colucci e Lorenzo D'Alò

Appartengono alla letteratura tutti i libri che si possono leggere due volte”, disse lo scrittore colombiano Nicolas Gomez Davila. E “Ilva Football Club” di Fulvio Colucci e Lorenzo D'Alò, edito da Edizioni Kurumuny, è, senz'altro, un libro da ri-leggere.
Essenziale, come i racconti di Dino Buzzati, elegante come la “Bella estate” di Cesare Pavese, intenso come i romanzi di Pierpaolo Pasolini, il libro dei due giornalisti della Gazzetta del Mezzogiorno dipinge la storia del quartiere Tamburi di Taranto, attraverso gli occhi di tanti atleti, soprattutto operai, legati dalla comune passione per il gioco del calcio, legati altresì da una tragedia umana di proporzioni incalcolabili che porta il nome “Ilva”.
Senza appello il giudizio che il lettore formula, al termine del romanzo, nei confronti dello stabilimento siderurgico di Taranto, il più grande d'Europa, che da tempo è sotto i riflettori per un disastro ambientale prodotto esclusivamente dalla mano dell'uomo.
Una condanna morale, resa definitiva dal sapiente uso, da parte degli autori, di immagini linguistiche che, nella descrizione dello scenario, non lasciano spazio al dubbio. “La fabbrica sembra un plotone di esecuzione, le ciminiere fucili puntati al petto.” E ancora: “L'acciaieria, attaccata al rione, non dorme mai e ha un respiro come rumore di bombardamento. Sembra vegliare il quartiere, ma in realtà il suo alito sprigiona tutto l'inquinamento che ha in corpo, un corpo dalle viscere profonde e putride.”
Tale condanna è resa assoluta nel momento in cui ci si allontana dallo sfondo per avvicinarsi all'Ilva football club, una squadra ideale "di undici campioni ricostruita mettendo insieme le 'figurine' di due generazioni che a Taranto hanno lasciato gli anni migliori della vita sul terreno del campo sportivo Tamburi.”
Qui il linguaggio si fa più delicato, indice di una sensibilità propria di chi certe vicende le ha viste molto da vicino o di chi ha una profondità d'animo tale da consentirgli di raccontare il dolore degli altri, senza scadere nel pietismo o nel sensazionalismo.
Delicato però non significa politically correct: il cancro viene chiamato con il suo nome e non con vuote espressioni molto in voga: ideali, certo, per la finzione, non altrettanto per descrivere la realtà di una fabbrica e di un quartiere in cui si continua tutt'oggi a morire per i fumi e le polveri tossiche prodotte dallo stabilimento.
I primi a pagarne le conseguenze sono gli operai, come Nuccio Capozza, che giocava nella Polisportiva Jonica come attaccante e che, durante una partita, dopo aver colpito la palla di testa "sente qualcosa di strano, un senso di smarrimento. Il primo sgambetto del tumore al cervello." O come Pasquale Pinto "il più grande poeta operaio italiano", che invano ho cercato nelle antologie scolastiche e universitarie. O come Berto Pugliese, "che costruì il siderurgico entrando ogni mattina in fabbrica dall'ingresso del cimitero."
Tutti questi operai, insieme agli altri che compaiono nel libro di Colucci e D'Alò, non ci sono più. A far loro compagnia molti abitanti del quartiere Tamburi e una rondine che un pomeriggio d'estate non fece in tempo ad accorgersi del pericolo che aveva davanti.

venerdì 7 ottobre 2016

Al via la 119a edizione della Loppa d'Autunno

Si svolgerà domenica 9 ottobre 2016 la “Loppa d'autunno”, edizione speciale di "Servolana", la competizione più antica della città di Trieste.
Seconda in Italia per numero di partecipanti, “Servolana” ha debuttato a fine '800 ed è giunta fino ai giorni nostri con una sola breve interruzione, dovuta al ritiro del “main sponsor” dell'epoca.
Sopravvissuta a due guerre mondiali, la competizione vede protagoniste le seguenti squadre: i Coking Dusters, gli Unlimited Noises, i Red Smokers, i Black Smokers, gli Iron Glitters e i Fucking Stinkers. Difficile fare pronostici sul vincitore della "Loppa", essendo tutti i team molto agguerriti e competitivi.
Le varie tifoserie ci assicurano che l'evento di domenica sarà particolarmente avvincente, reso speciale da uno spettacolo sul mare che aprirà le danze con una coreografia degna – così ci dicono - dei giochi olimpici.
Fino ad oggi la competizione è stata spesso disturbata dalle condizioni meteo, che hanno creato grosse difficoltà soprattutto ai Coking Dusters e agli Iron Glitters, trascinati spesso ben oltre i limiti del campo di gara. Gli organizzatori ci hanno però comunicato che, con il supporto di tutti gli enti preposti, e sulla base di una bozza di programma, è stato rilasciato un regolamento integrato, che permette tutti gli sforamenti, sfondamenti e superamenti necessari affinché la gara proceda senza intoppi per nessuna delle squadre in campo.
Molta soddisfazione per il nuovo regolamento hanno espresso anche i Red Smokers, i Black Smokers e gli Unlimited Noises che lamentano continue difficoltà nel mettere in scena le loro performance in altre parti della città, del Paese, del mondo.
Pur essendo sotto gli occhi di tutti, quotidianamente, Servolana non è mai stata oggetto di grande interesse da parte del pubblico triestino. Nel corso del tempo, gli unici spettatori fissi e attenti sono stati gli abitanti del rione in cui l'evento si svolge. Purtroppo però alcuni di essi se ne sono andati dagli spalti anzitempo, altri se ne stanno andando, altri ancora stanno perdendo entusiasmo a causa dell'assenza di interesse da parte della città.
L'augurio è che Servolana, grazie anche alla “Loppa d'Autunno”, diventi presto oggetto di maggior interesse da parte degli abitanti della città giuliana e che riesca ad attirare un pubblico internazionale.
A questo scopo ho deciso di dare il mio contributo, mettendo in rete le seguenti fotografie, realizzate al seguito delle squadre nel corso degli anni passati. Sfortunatamente i Fucking Stinkers e gli Unlimited Noises non hanno voluto farsi ritrarre. Affermano che, mescolati insieme agli altri, ne andrebbe della loro immagine.


Servola polvere
Servola fumo ferriera
Servola fumo ferriera
Servola fumo ferriera
Servola polvere ferriera fumo
Fumo Servola
Servola polvere pianta
Servola fumo agglomerato
Servola fumo ferriera
Valmaura polvere
Valmaura polvere
Servola polvere
Valmaura polvere
Servola polvere
Valmaura polvere

martedì 5 luglio 2016

martedì 28 giugno 2016

The Dublin bay: from Howth to Sandymount

I'm not very good at nature and landscape photography, but I couldn't help it, so I took some pictures here and there on the Dublin Bay which is simply magic.
If you're planning to visit the Irish capital city, don't miss Howth, Bull Island, Dun Laoghaire, Sandycove and Sandymount.

Bull Island Dublin Ireland
Howth Dublin Ireland
Bull Island, Dublin Ireland
Soandycove Dublin Ireland
Bull Island Dublin Ireland
Sandycove Dublin Ireland
Howth Dublin Ireland
Sandycove Dublin Ireland
Dun Laoghaire Dublin Ireland
Dublin bay Ireland
Howth Dublin Ireland
Pigeon House Dublin Ireland
Sandymount Dublin Ireland
Howth Dublin Ireland