lunedì 20 marzo 2017

Writers

Invisi ai proprietari di case, alle pubbliche amministrazioni, ai cittadini perbene, i writers vengono per lo più visti come vandali imbrattatori che deturpano il patrimonio privato e pubblico. A questa visione se ne contrappongono altre che vedono nei "graffitari" degli artisti, oppure l'espressione più appariscente di un certo disagio giovanile.
Qualsiasi sia la "verità", girando per le città è impossibile non imbattersi nelle loro opere. Alcune sono molto semplici: si limitano al nome dell'autore in tinta unita, altre sono più articolate e ricche di colore.
Di seguito vi propongo i particolari di alcuni graffiti trovati in giro per Trieste.

writers Trieste
writers Trieste
writers Trieste
writers Trieste
writers Trieste
writers Trieste
writers Trieste
writers Trieste
writers Trieste
writers Trieste
writers Trieste
writers Trieste
writers Trieste
writers Trieste
writers Trieste

lunedì 9 gennaio 2017

Uno sguardo su TRieST(e)

Era da un po' che volevo mettere insieme e pubblicare alcune foto scattate nell'ultimo anno a… com'è il nome esatto? Trst, Triest, Trieste? Insomma lì, cioè qui, nella città in cui vivo da più di vent'anni ormai.
Le foto hanno come protagonisti alcune statue ed edifici storici, costruiti in un periodo in cui usare il nome italiano (Trieste), sloveno (Trst) o austriaco (Triest) faceva molta poca differenza. Poi le cose sono cambiate, e non certo in meglio, ma gli edifici, fortunatamente, sono rimasti in tutto il loro splendore. 
Fra le immagini che seguono, ho inserito per affetto anche le foto delle statue di due grandi personaggi che hanno vissuto a Trieste: Ettore Schmitz (più comunemente noto sotto lo pseudonimo di Italo Svevo) e James Joyce. Penso che entrambi sarebbero felici di sapere che certe meraviglie si possono ancora ammirare.

Trieste, Teatro Verdi
Il teatro Verdi
Trieste, Chiesa serbo ortodossa
La chiesa serbo-ortodossa
Trieste, Cattedrale di San Giusto
La cattedrale di San Giusto
Trieste, cappella di San Canciano
Cappella di San Canciano - Parco di Miramare
Vetrina di un rigattiere nel ghetto ebraico
Trieste, Miramare
Il castello di Miramare
Trieste, Ettore Schmitz, Italo Svevo, Statua
Statua di Ettore Schmitz in piazza Ortis
Trieste, Statua imperatrice Elisabetta d'Asburgo
Dettaglio della statua dell'Imperatrice Elisabetta d'Austria, in piazza Libertà
Fontana dei Tritoni, Trieste
Fontana dei Tritoni in piazza Vittorio Veneto
Cavana, Trieste
Vicolo del quartiere di Cavana
Trieste, Stazione di Campo Marzio
Stazione di Campo Marzio
Trieste, Lanterna, Pedocin
Il Bagno "Lanterna", altrimenti detto "Pedocin"
Trieste, piazza Unità, piazza Grande
Piazza Unità d'Italia o Piazza Grande
Trieste, Canal Grande
Canal Grande
Trieste, James Joyce, Statua
Statua di James Joyce in via Roma

domenica 11 dicembre 2016

Una fiaccolata per Servola

Si è svolta ieri, 10 dicembre, nei pressi della Ferriera di Servola, una fiaccolata "in memoria di tutte le persone che lottano da anni, ogni giorno, e per quelle che ci hanno lasciato troppo presto".
L'iniziativa, organizzata da alcuni cittadini, ha visto la partecipazione pacifica di oltre un centinaio di persone, fra le quali anche abitanti del quartiere di Servola, le cui condizioni di vita sono messe a dura prova dalla presenza di uno stabilimento siderurgico datato 1896.
Tali condizioni, che ho documento esattamente un anno fa, in questo e altri post, non sono ad oggi cambiate di una virgola. Le persone, infatti, continuano a vivere blindate in casa per proteggersi da fumo, odore, rumore e polvere. Perciò, comprensibilmente, continuano a chiedere la chiusura di quella parte dell'impianto siderurgico destinata alla produzione a caldo (la cosiddetta area a caldo).
L'auspicio è che venga trovata quanto prima una soluzione, atta a migliorare concretamente la qualità di vita della popolazione coinvolta. "Numeri e parole" (per dirla in maniera caustica) non bastano.

Di seguito alcune immagini realizzate durante la fiaccolata.


Ferriera Servola Fiaccolata
Ferriera Servola Fiaccolata
Ferriera Servola Fiaccolata
Ferriera Servola Fiaccolata
Ferriera Servola Fiaccolata
Ferriera Servola Fiaccolata
Ferriera Servola Fiaccolata
Ferriera Servola Fiaccolata
Ferriera Servola Fiaccolata
Ferriera Servola Fiaccolata

venerdì 2 dicembre 2016

Tubi passanti, spettacolo di Oltre quella sedia

In un vortice di polvere
Gli altri vedevan siccità
A me ricordava la gonna di Jenny
In un ballo di danti anni fa...


Così inizia "Il suonatore Jones" di Fabrizio de Andre', straordinaria trasposizione musicale di una delle più belle poesie dell'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters.
Il senso di questo verso della canzone è molto chiaro e non lascia ombra di dubbio su quella che è la differenza sostanziale che passa tra "gli altri" e gli artisti. In generale, laddove i primi riconducono ciò che "vedono" (il vortice di polvere) a un comune denominatore codificato dalla logica (la siccità), gli artisti vi vedono una o più storie ("la gonna di Jenny in un ballo di tanti anni fa").
Ma gli artisti non si limitano a vedere cose che gli altri non vedono; gli artisti generano, da ciò che vedono, qualcosa di nuovo. E lo fanno attraverso uno strumento, che può essere un pianoforte, un pennello, uno scalpello, una penna, oppure il proprio corpo.
Ed è proprio attraverso il corpo che gli artisti di Oltre quella sedia, guidati da Marco Tortul e con la collaborazione di Elisa Pincin, creano da un unico elemento di partenza universi completamente nuovi. Così, a partire da un banalissimo tubo, può nascere un passaggio, oppure un viaggio, le tenebre, la paura, lo scorrere del tempo e, con esso, il passato e il futuro.
Di più non vi posso raccontare, perché ogni ulteriore parola sarebbe del tutto fuorviante: non è la beata o sciagurata - a seconda dei punti di vista - razionalità a scatenare la creatività degli artisti e la passione degli spettatori, bensì quella che James Joyce chiamava nell'Ulisse "profondità vitale". Accontentatevi dunque di queste parole e delle foto che seguono per poi venire ad assistere al nuovo spettacolo della compagnia, "Tubi passanti", che avrà luogo domenica 4 dicembre, alle ore 11.30, presso il teatro dell'oratorio di Roiano, a Trieste.

Oltre quella sedia, Teatro, Disabilità
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