giovedì 15 giugno 2017

Dentro l'anima del Pride

Si è svolto sabato 10 giugno a Udine il FVG Pride, il primo nella storia della nostra regione, il Friuli Venezia Giulia.

Ne parlo con Antonella Nicosia, Presidente di Arcigay Arcobaleno Trieste e Gorizia, nonché componente del comitato organizzatore dell'evento.

Com'è andato il Pride, Antonella?
E' andato benissimo, è stato fantastico. Abbiamo avuto oltre settemila presenze, tutte allegre, tranquille, festanti. È stato veramente emozionante.

Da dove provenivano i partecipanti?
Da Slovenia, da Trieste, da Udine, da Gorizia, da Pordenone, dal Trentino, dal Veneto e anche dall'Austria.

La città di Udine mi sembra che abbia risposto molto bene.
Sì, è stato bello vedere le persone ai lati, sui marciapiedi, che aspettavano di veder passare il corteo. Qualcuno si è unito a noi, altri ci hanno applaudito. Quando siamo arrivati in piazza Libertà c'erano più di un centinaio di persone che attendevano e che si sono fermate ad ascoltare i diversi interventi.

Puoi spiegare brevemente che cos'è il Pride, quando e come è nato?
Il pride nacque a Stonewall [si intende il Stonewall Inn, Greenwich Village New York, 28 giugno 1969, ndr] e fu un moto di protesta e di ribellione alla violenza perpetrata dalla polizia nei locali gay. A dare inizio alla rivolta furono le persone transessuali. Per ricordare questa protesta (conclusasi con un pestaggio da parte della polizia), è stata istituito il Pride, un momento di ricordo che negli anni si è poi evoluto. Continua ad essere un momento di protesta, di rivendicazione dei diritti civili negati, ma è anche un momento di orgoglio e molte persone trovano il coraggio di uscire e di farsi vedere. E', infine, un momento di festa e, se siete venuti a Udine, avete visto e vissuto sicuramente l'armonia, il senso di pace, l'allegria, la gioia di essere assieme.

Quali sono i diritti civili che vengono negati?
Il diritto di potersi sposare, il diritto di poter adottare il figlio del partner, il diritto, per le persone transessuali, di avere l'alias all'Università, il diritto delle stesse all'autoderminazione, non dover per forza passare attraverso un percorso medico-chirurgico per poter esprimersi quello che si è, per ottenere il cambio di genere sui documenti. E' quanto accade già in Germania, in Italia solo in seguito a singole sentenze.

Per quel che mi riguarda è il più bel corteo a cui io abbia mai partecipato in vita mia. E mi sono sentita profondamente in imbarazzo nell'apprendere che Gorizia (la mia città di nascita) e Trieste (la mia città di residenza) non hanno dato il loro patrocinio all'evento, a differenza di decine di altri soggetti.
Trieste ha perso una magnifica occasione. Possiamo dire solo questo. La dimostrazione era sotto gli occhi di tutti. A Trieste stiamo negando l'evidenza. Si sta facendo l'amministrazione solo di chi ha votato e non si tiene tenendo conto di tutti i cittadini.

Le istituzioni sono tenute a rappresentare tutta la comunità e negare il patrocinio significa...
...escludere una parte della cittadinanza.

Il mondo presente al Pride era molto variegato. Ho visto tantissime realtà diverse che ho scoperto proprio grazie al Pride.
Siamo nel 2017, abbiamo fatto un grande lavoro a cominciare da noi stessi. L'FVG pride, il comitato FVG pride è l'insieme di tante associazioni: ArciGay Trieste e Gorizia, ArciGay Friuli, ArciLesbica Udine, la Fenice di Pordenone. È già questo è significativo: siamo riusciti a mettere tante associazioni, tante teste sotto un'unica bandiera. Allargandoci, avete visto tante associazioni che, apparentemente, non hanno niente a che fare con noi. In realtà, quello che ci accomuna è la rivendicazione dei diritti civili. C'era Amnesty international, ad esempio, c'era l'ANPI e checché ne dicano, la criticano per essere stata lì con noi, l'ANPI si sta dimostrando veramente coerente. Parliamo di diritti civili e i diritti civili riguardano tutti, riguardano gli omosessuali, riguardano le lesbiche, riguardano le persone transessuali, ma riguardano anche i rifugiati, le donne che sono comunque discriminate, a cominciare dallo stipendio, dalle posizioni di lavoro, di carriera, in politica. Quindi oramai il pride sta diventando trasversale: è una rivendicazione che riguarda tutti, non più solo la dimensione LGBT.
Anche il Sudafrica ci ha superato in fatto di diritti civili grazie alle battaglie che le persone hanno combattuto. Qui continuano a dirci che il nostro pride è una carnevalata d'estate, che fa male alla dimensione LGBT. In realtà, più lo dicono più ci convinciamo del contrario. Ai miei maggiori detrattori dico sempre “ringraziate che queste persone non prendono le armi” perché in un altro Stato, in un'altra situazione, nascono le guerre quando i diritti civili sono negati. Noi manifestiamo con la gioia, con l'amore, con la festa e con un carnevale sì, ma nel senso positivo del termine.

Dove si svolgerà il prossimo Pride?
Vedremo. Facciamo passare questo e incrociamo le dita.


E' proprio il caso di dirlo: incrociamo le dita e, aggiungo, uniamo le forze in un'unica lotta affinché in Italia e nel resto del mondo i diritti universali vengano riconosciuti a tutte e a tutti, indiscriminatamente.


Di seguito una serie di immagini realizzate durante il viaggio in pullman Trieste-Udine e nel corso del corteo. Mi è stato chiesto già da alcune persone perché le foto sono in bianco e nero e non a colori. Dò una risposta collettiva citando il maestro Gianni Berengo Gardin: "Il colore distrae sempre chi guarda una foto, si concentra più sul colore che sul contenuto" e il contenuto, in questo caso, sono i volti delle persone ritratte, la gioia, la determinazione e il senso di libertà che quei volti trasmettono. Guardate dunque i volti, chiudete gli occhi e colorate il vostro spirito con l'anima, o meglio, le tante anime che hanno animato il pride.

FVG Pride Udine
FVG Pride Udine
FVG Pride Udine
FVG Pride Udine
FVG Pride Udine
FVG Pride Udine
FVG Pride Udine
FVG Pride Udine
FVG Pride Udine
FVG Pride Udine
FVG Pride Udine
FVG Pride Udine
FVG Pride Udine
FVG Pride Udine
FVG Pride Udine
FVG Pride Udine
FVG Pride Udine
FVG Pride Udine
FVG Pride Udine
FVG Pride Udine
FVG Pride Udine
FVG Pride Udine

giovedì 8 giugno 2017

Accademia della Follia - Dettagli inutili

Diceva James Joyce, “Dobbiamo accettare la vita come la vediamo con i nostri occhi, gli uomini e le donne come li incontriamo nel mondo reale, e non come ce li mostra il mondo delle fate.” (Dramma e Vita, 1897)
Un invito, anche alla luce delle opere dell'artista irlandese, a spogliarsi di ogni ipocrisia nei confronti di se stessi e degli altri. Cosa non facile in un mondo, come quello occidentale moderno, impregnato fino al midollo di un politically correct che spesso inquina ogni evidenza. Ancora più difficile quando si parla di disturbi psichici, di malattia mentale, di pazzia o come meglio si preferisce definirla. Il rischio, in questo caso, è di scadere nel pietismo, nel vittimismo o, al contrario, nella celebrazione della follia oppure delle conquiste ottenute finora.
Ciò non accade negli spettacoli dell'Accademia della follia, dove la malattia mentale viene spogliata di ogni mito, credenza, ambiguità e presentata al pubblico in tutto il suo essere drammatico.
L'ultimo lavoro, Dettagli inutili, tratto dall'omonimo libro di Alberto Fragomeni (“Collana 180”, Alfabeta Verlag Editore, 2016), andrà in scena domani, 9 giugno 2017, alle 20.30, presso la "Fabra i coats" di Barcellona, nell'ambito di "L'altre festival", una rassegna culturale di carattere internazionale che riunisce il mondo della salute mentale e le arti sceniche.
Sotto la direzione di Claudio Misculin, andranno in scena, oltre allo stesso Misculin: Dario Kuzma, Giuseppe Feminiano, Giuliana Zidarič Meola, Cristiana Fusillo, Edi Meola, Milorad Stegnjaić e Roberto Parisi.

Di seguito alcune immagini realizzate ieri, nel corso della prova generale.


Accademia della Follia Dettagli inutili
Accademia della Follia Dettagli inutili Misculin
Accademia della Follia Dettagli inutili
Accademia della Follia Dettagli inutili
Accademia della Follia Dettagli inutili
Accademia della Follia Dettagli inutili
Accademia della Follia Dettagli inutili Misculin
Accademia della Follia Dettagli inutili
Accademia della Follia Dettagli inutili
Accademia della Follia Dettagli inutili

lunedì 22 maggio 2017

Il cimitero ebraico di Rožna dolina

Il cimitero ebraico di Rožna dolina si trova a poche centinaia di metri dall'omonimo valico confinario ("Casa rossa" dal lato italiano), esito del trattato di pace del 1947 che divise la città di Gorizia in due, assegnandone una parte alla Jugoslavia e l'altra all'Italia.
Il cimitero, che si estende su una vasta superficie erbosa, circondato da un muretto di mattoni, conta approssimativamente novecento tombe, la maggior parte delle quali risalenti al XIX secolo, ma con alcune eccezioni di epoche precedenti e, in particolare a partire dal XV secolo. Fu utilizzato fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
All'ingresso un cartellone informa che il cimitero “è stato istituito nel sec. XVIII servendo da luogo di sepoltura della comunità ebraica di Gorizia. Una comunità presente in città già da molti secoli, alla quale alla fine del Seicento venne imposto il Ghetto come area di residenza. Nel 1756 la comunità ebraica inaugurava la nuova sinagoga. Negli anni successivi il nucleo ebraico goriziano assumerà crescente importanza come punto di riferimento sociale e intellettuale.
A Rožna dolina (Valdirose in Italiano, Rosenthal in tedesco) riposano per lo più i membri della comunità ebraica di Gorizia che, secondo i censimenti, contava 256 unità ( 127 uomini e 129 donne) nel 1764 e 270 nel 1788, attestandosi sotto le trecento unità agli inizi del '900.
Fra le personalità di spicco della comunità ebraica goriziana ivi sepolte, ricordiamo il rabbino Isacco Samuele Regio, la giornalista Carolina Luzzato e Carlo Michelstaedter, il celebre filosofo che si suicidò nel 1910, a soli 23 anni.
Dentro l'ampia struttura colpisce il silenzio avvolgente delle tante anime che vi riposano. Un silenzio che però si rompe bruscamente quando ci si avvicina alla tomba di Elda Morpurgo che, come si legge sulla lapide, fu “deportata ad Auschwitz il 23 novembre 1943”.  In quella data la maggior parte degli ebrei che ancora si trovavano a Gorizia (trentacinque secondo alcune stime) furono tutti arrestati e poi deportati nel tristemente celebre campo di sterminio nazista in Polonia. Solo due di essi fecero ritorno. Gli altri non sopravvissero alla Shoah.


Cimitero ebraico Rožna dolina Nova Gorica Gorizia
Cimitero ebraico Rožna dolina Nova Gorica Gorizia
Cimitero ebraico Rožna dolina Nova Gorica Gorizia
Cimitero ebraico Rožna dolina Nova Gorica Gorizia
Cimitero ebraico Rožna dolina Nova Gorica Gorizia
Cimitero ebraico Rožna dolina Nova Gorica Gorizia
Cimitero ebraico Rožna dolina Nova Gorica Gorizia
Elda Morpurgo, Cimitero ebraico Rožna dolina, Nova Gorica, Gorizia


Note: il cimitero è aperto al pubblico dalla mattina alla sera. L'ingresso è gratuito. E' facilmente raggiungibile in automobile ma anche a piedi: dalla stazione centrale di Gorizia ci si impiega poco più di trenta minuti.

Fonti:
"Židovsko pokopališče", Krajevna skupnost Rožna dolina
"Jewish itinerary Slovenia" by Ruth Ellen Gruber, centropa
International Jewish Cemetery Project
"La comunità ebraica di Gorizia" di Maria Elisabetta Loricchio, Amici di Israele Gorizia
"Gli ebrei nella vita della città" di Antonella Gallarotti, Gopolis
"Gli Ebrei di Gorizia: tra antisemitismo e tolleranza" di Amanda Visintin, L'oppure – Gorizia
I nomi della Shoah italiana

lunedì 20 marzo 2017

Writers

Invisi ai proprietari di case, alle pubbliche amministrazioni, ai cittadini perbene, i writers vengono per lo più visti come vandali imbrattatori che deturpano il patrimonio privato e pubblico. A questa visione se ne contrappongono altre che vedono nei "graffitari" degli artisti, oppure l'espressione più appariscente di un certo disagio giovanile.
Qualsiasi sia la "verità", girando per le città è impossibile non imbattersi nelle loro opere. Alcune sono molto semplici: si limitano al nome dell'autore in tinta unita, altre sono più articolate e ricche di colore.
Di seguito vi propongo i particolari di alcuni graffiti trovati in giro per Trieste.

writers Trieste
writers Trieste
writers Trieste
writers Trieste
writers Trieste
writers Trieste
writers Trieste
writers Trieste
writers Trieste
writers Trieste
writers Trieste
writers Trieste
writers Trieste
writers Trieste
writers Trieste