mercoledì 13 novembre 2013

Obelix & Asterix al Teatro Goldoni di Venezia

"Obelix e Asterix" è il titolo dell'ultimo lavoro dell'Accademia della Follia, andato in scena in anteprima nazionale, il 10 novembre 2013, al Teatro Goldoni di Venezia.
La compagnia teatrale triestina è riuscita in poco più di tre mesi a dare corpo ad una pièce teatrale esilarante e ironica in cui non mancano momenti drammatici e persino commoventi, il tutto accompagnato da canti, musica, danza e performance acrobatiche.
Punti di forza dello spettacolo sono indubbiamente il corpo vocale, cioè l'uso della voce e del corpo in tutte le sue manifestazioni, caratteristica di tutti gli interpreti, nonché la versatilità degli attori, soprattutto dei principali protagonisti, che riescono a ricoprire ruoli diversi anche grazie a un ben congegnato cambio di costumi.
Scritta e diretta da Claudio Misculin, la commedia si compone di due tempi, in cui la contrapposizione tra un gruppo di "irriducibili" galli e i romani guidati da Giulio Cesare si fa emblema delle contraddizioni profonde del mondo moderno, caratterizzato da una propensione al denaro, al benessere, alla carriera, al progresso a tutti i costi, all'irresponsabilità e mediocrità premianti, che è riuscita a scuotere profondamente la società nelle sue fondamenta. Si è persa con ciò, come puntualizza il regista, la centralità dell'individuo, fulcro di quella rivoluzione che Franco Basaglia aveva avviato all'interno dei manicomi e che, però, aggiungo, lì è rimasta ahimé confinata.
In particolare i personaggi dello spettacolo possono essere suddivisi in due gruppi fra loro antagonisti: i romani, cioè i conquistatori, e i galli che alla conquista romana cercano in tutti i modi di resistere. Un terzo gruppo è costituito dagli schiavi che, stanchi di essere sfruttati dai romani, accettano di buon grado la pozione magica offerta loro da Asterix e Obelix per ribellarsi. Questo all'apparenza. Infatti, la dialettica fra i tre gruppi è destinata a trasformarsi nel corso degli eventi, a causa del progresso, che i romani vogliono esportare a tutti i costi nel villaggio gallico, e a cui qualcuno non sa resistere. Tale progresso, nella fattispecie, è rappresentato dal "Regno degli Dei" un complesso residenziale-turistico che, su ordine di Cesare, l'architetto Angolacutus fa costruire nella foresta armoricana, proprio accanto al villaggio di Asterix e Obelix.
Guidati da Giulio Cesare, i romani sono l'emblema delle distorsioni della società globalizzata e individualistica. La volontà di conquista, l'arrivismo, la mediocrità dei potenti, la strafottenza mista a vigliaccheria dei quadri, la stupidità generalizzata, la pubblicità-spettacolo, il divertimento idiota, il guadagno facile, il turismo di massa la fanno da padroni e vengono rappresentati da personaggi diversi: Giulio Cesare, l'architetto Angolacutus, il centurione Plusquamursus, i legionari, il giullare dell'arena di "VeRoma", la coppia che, al circo massimo, vince alla lotteria, i romani che vanno in villeggiatura nel Regno degli Dei e, successivamente, fanno visita al villaggio indigeno.
I galli, sotto la guida di Abracourcix, rappresentano la parte sana della società, quella che ancora crede nel concetto di comunità e che si ribella con intelligenza e arguzia alla visione del mondo che i romani cercano di imporre con la forza. Le cose, però, non sono così semplici, primo perché i loro possibili alleati, gli schiavi, cedono al compromesso coi romani; secondo perché il benessere e il progresso funzionano egregiamente come specchio per le allodole anche nel loro caso, creando dissapori e rivalità. Il trionfo, alla fine, del buonsenso può essere visto in vari modi: io lo vedo come un'auspicio, per quei pochi che resistono all'andazzo generale, a non cedere e a continuare nella loro lotta contro i non valori di una non società destinata a venir distrutta come fu quella romana, per ragioni molto simili.
Gli schiavi, capeggiati da Numida, sono un po' il simbolo dei lavoratori fin dai tempi dei tempi. Sfruttati nel peggiore dei modi, non fanno nessun tentativo di affrancarsi da soli, nemmeno quando acquistano forza grazie alla bevanda magica donata loro dai galli che riesce solo a dare l'avvio a un timido tentativo di ribellione. Preferiscono, infatti, scendere a patti con i romani barattando la propria liberazione con il completamento dei lavori: l'abbattimento della foresta e la costruzione del primo edificio del Regno degli Dei. Troppo tardi si accorgeranno che le briciole concesse dai romani saranno insufficienti a garantire loro la mera sopravvivenza. E l'amore rappresenta solo una piccola parentesi nella miseria più totale.


Personaggi principali ed interpreti sono:
Asterix, interpretato da Giuseppe Feminiano
Obelix, interpretato da Dario Kuzma
Giulio Cesare, interpretato da Giuseppe Denti
Numida, il capo degli schiavi, interpretato da Donatella di Gillo
Claudius Ilulio Mattissimus, il narratore, interpretato da Claudio Misculin
Angolacutus, l'architetto romano, interpretato da Gabriele Palmano
Abracourcix, il capo dei Galli, interpretato da Ana Dal Bello
Panoramix, il druido, interpretato da David Felipe Murcia Gonzalez
Plusquamursus, il centurione, interpretato da Claudio Misculin.



Accademia della Follia Festival dei Matti
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1 commento:

  1. Bianco e nero corposo..mi piace! :-) Terry

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