Come possiamo convivere con la diversità e apprezzarla?
Ci sono tre modi di relazionarsi alla diversità: far finta che non esista, respingerla, accettarla.
Checché ne pensiate, siete i benvenuti. E sono lieta di condividere con voi questi semplici trucchetti per vivere in pace con la diversità e apprezzarla.
I seguenti suggerimenti sono rivolti a tutti, ma alcuni di essi in modo particolare ai miei concittadini, alcuni dei quali, negli ultimi mesi, soffrono di una sorta di amnesia. L'aumento dei profughi in città ha scatenato atteggiamenti campanilistici e anti-immigratori, in barba alla composizione multietnica della popolazione locale (che è dato di fatto, non un'opinione personale). Questi atteggiamenti, sebbene non diffusi, sono all'ordine del giorno e trovano risonanza nella stampa locale (che consente commenti su web come questo: “Buteli in mar e basta con sta loica!!! Xe ora de mandarli via!”) e nei social network (un gruppo facebook, chiamato “Stop immigrazione a Trieste”, conta più di 1000 membri).
Se non facciamo niente contro tutto ciò, corriamo il rischio che le cose peggiorino. Questa è la ragione per cui ho deciso di condividere con voi i seguenti suggerimenti. Per inciso, alcuni di essi sono rivolti ai profughi e, in generale, alle persone che si spostano in un altro paese: con le giuste informazioni molti errori e incomprensioni possono essere evitate, stroncando così sul nascere ulteriori atteggiamenti di intolleranza e xenofobia.
Siete pronti?
Iniziamo!
1) Vi ricordate di
Galileo Galilei? Ha dimostrato che la Terra ruota intorno al Sole e non il contrario. Iniziate a considerare voi stessi come la Terra e non come il Sole.
2) Riconoscete l'altro in voi stessi. Compito semplice per chiunque. Pensate a questo: quando dovete prendere una decisione e una parte di voi dice “si” e l'altra “no, cosa state facendo? Dando per scontato che non siete malati di mente, con chi dialogate? Con voi stessi, vale a dire...con l'altro.
3) Riconoscete voi stessi nell'altro. Questo è facile se provate una naturale empatia per gli altri e non è difficile per voi mettervi nei loro panni. Ma se non sentite tale empatia, non preoccupatevi: tutto ha una soluzione. Fate così: trovate una persona che abbia il vostro stesso colore di occhi e guardateci dentro intensamente. Vedrete la vostra immagine riflessa, esattamente come nello specchio di casa vostra. Riconoscerete così voi stessi nell'altro. Semplice, no?
4) Comunicate con l'altro. Se non conoscete la sua lingua, provate con l'inglese o il francese che avete imparato a scuola: qualcosa è meglio di niente. D'altro canto, se non parlate la lingua del paese in cui vivete, imparatela! Mi dispiace, ma non avete altre possibilità.
5) Imparate le leggi scritte del paese in cui vivete e non sentitevi liberi di fare quello che volete: siete degli ospiti, comportatevi di conseguenza!
6) Imparate usi e costumi del paese in cui vivete. Non sarete mai accettati se non vi prestate la giusta attenzione. Questo è particolarmente vero soprattutto per ciò che riguarda le relazioni uomo-donna.
7) Imparate usi e costumi delle persone che arrivano nel vostro paese. Non è difficile: a Trieste, ad esempio, avete la possibilità di andare in giro, fermarvi a parlare con un gruppo di ragazzi provenienti da
Kurdistan, Pakistan o Afghanistan e chiedere loro quali sono i loro usi e costumi. E dato che ci siete, domandate loro perché hanno lasciato le loro case, le loro famiglie, i loro compagni di scuola, i loro amici, le loro fidanzate. Sono sicura che conoscete già la risposta, ma se ascoltate le loro storie direttamente da loro sarete probabilmente meno vulnerabili rispetto ai pregiudizi e al razzismo di certi gruppi politici, gruppi social, o stupidi commenti su web;
8) Trovate l'occasione di incontrare gli altri. Se non esiste, createla e basta. Pensate che non sia possibile? Vi dimostrerò il contrario. Sabato scorso un gruppo di persone di età, nazionalità, tradizioni, professioni, abilità, sesso, etc... diversi si sono riunite con l'obiettivo comune di dare il proprio contributo a tenere pulita la città. Organizzato da
Trieste green, in collaborazione con
ICS e
Oltre quella sedia, l'evento è iniziato alle dieci di mattina ed è terminato alle tre del pomeriggio. Dopo ore passate a raccogliere immondizia su marciapiedi, alberi, piazze, giardini, tutti i partecipanti si sono riposati e hanno riempito lo stomaco con del cibo delizioso (Bombay byriani, chapati, kustar) preparato da alcuni profughi pachistani. E' stata una grande opportunità per conoscere altre persone, parlare con loro, imparare qualcosa da loro, divertirsi nella reciproca diversità.
Spero che siate un po' più convinti del fatto che si possa vivere con la diversità e apprezzarla. Se non lo siete, rileggete gli otto punti di cui sopra e, se non è ancora sufficiente, date un'occhiata alle foto.