"Sua mare grega" è l'appellativo che JamesJoyce usava scherzosamente per parlare dell'Ulisse con i suoi amici triestini, in particolare con Italo Svevo.
Le immagini che seguono verranno esposte a Dublino, presso the Icon Factory, nel corso della rassegna TriesteDublin - DublinTrieste, organizzata da Fulvio Rogantin. La mostra, che sarà aperta dal 10 giugno al 6 luglio, vedrà coinvolti anche altri artisti triestini e, in particolare: Ugo Pierri, Annalisa Metus e Ian Sedmak. Altrettanti artisti dublinesi saranno invece presenti a Trieste con le loro opere.
Le foto costituiscono un approccio molto personale al "profesor Zois", come lo chiamavano i triestini, attraverso alcuni luoghi di quello che è stato il viaggio del grande autore irlandese a Trieste. Per realizzare il lavoro sono partita dal classico itinerario joyciano, ma me ne sono immediatamente distaccata a causa della trasformazione troppo marcata che alcuni luoghi hanno subito nel corso del tempo e che non consentono di "sentire" pienamente il personaggio. Ho così preferito concentrarmi su alcuni frammenti di vita dell'artista e cercarli in giro per la città, non trascurando i luoghi in cui la sua presenza è stata effettiva (Cavana, la Chiesa greco-ortodossa, il bagno Lanterna, detto "Pedocin" - un tempo Fontana, la stazione di Campo Marzio, etc.).
Personaggio geniale, Joyce, ma altrettanto complesso. Amante del vino, dei bordelli, del culto greco-ortodosso allo stesso tempo, perennemente indebitato con questo o con quest'altro, soggiornò a Trieste dal 1905 al 1914, insegnando inglese alla Berlitz school. Nel corso di questo soggiorno terminò "Gente di Dublino" e iniziò, appunto l'Ulisse, ovvero "Sua mare grega", locuzione triestina che significa….figlio di buona donna.
Stazione di Campo Marzio
Vagone ferroviario presso la stazione di Campo Marzio
Chiesa di Santa Maria Maggiore
Chiesa Greco-ortodossa
Statua di Italo Svevo, in piazza Ortis
Cinema Fellini
Dettaglio del Monumento a Sissi, in piazza libertà
Trieste, the town where I live, is an old conservative spinster, living only with memories and without any plan for the future. This makes her a little sour, tedious and sniveling. At the same time, her age (more than 2015 years) allows her to be a little crazy and this makes life here a little more exciting.
One of the things that makes me freak out is the so called "Pedocin", a public bathing site that's one of a kind in Europe. Why? Because it's a gender-separated beach: women on the left side of the wall, men on the other. Isn't that crazy? Yes, it is.
Now, don't get me wrong, we are not ruled by any kind of religion, it's just a tradition dating from 1890, when the bathing site was opened, under the Austrian government.
Legend has it, after the town was occupied by Italy in 1918, italian soldiers adopted the habit to go there and delouse themselves: hence the name "Pedocin" (the louses place). But this is just one side of the story and you are free to believe the version that suits you best (if you're interested in, search the web for "Bagno comunale Lanterna Trieste").
Sometimes I need to remind myself that this place still exists, so I go there every now and then. For obvious reasons I can't go in the men's part, which seems to be a very relaxing place, as I could see by peeking out of the entrance. Peace and quiet reign there, unlike the ladies' part, that looks more like an overcrowded chicken coop, covered with sun beds and towels instead of cages.
At 8 in the morning, when the bathing site opens, there's always a queue to get in. But that's nothing compared to the crowd of bodies in bikinis that fill the place at 10.30 A.M. At that time there are only a few empty little stretches left… in front of the toilet.
Once you have put the towel on the pebbles, the only thing you can do is lay down and lie: there's not enough room to do anything else. Would you like to get in the water? Feel free to snake through crowded bodies, kids' toys, umbrellas, chairs, sun beds, clothes, shoes but it's at your own risk. I prefer not to move from my towel and to hold out as much as possible.
Usually I feel the need to escape after two hours and not just because of the high temperature, but also because, believe me, there's not even a second of silence there. There are those who talk about their affairs with friends or relatives, those who chatter on the phone, those who speak about local politics and those who gossip about anybody (movie stars, acquaintances and work colleagues). Finally, there's never shortage of screaming kids and yelling mothers.
What if you'd like to read a book? In a few words, that's not the right place. Earphones cannot help against the continuous background noise that never stops.
"So, why you go there?", you may ask.
Simply, because that howling mob of semi-naked women has something revolutionary. It seems to say: "Women of any size/shape/age/country/color/religion unite. Organize all that noise you make on the beach and make your voice heard."
This is the reason why "el Pedocin" is today's winner.
El Pedocin, una spiaggia separata per uomini e donne
Trieste, la città dove vivo, è una vecchia zitella conservatrice, che vive solo di memorie, senza alcun progetto per il futuro. Questo la rende un po' acida, noiosa e piagnucolosa. Allo stesso tempo, la sua età (più di 2015 anni) le permettere di essere un po' matta e ciò rende la vita un po' più eccitante.
Una delle cose che mi fanno impazzire è il cosiddetto "Pedocin", una stazione balneare pubblica unica nel suo genere, almeno in Europa. Perché? Perché si tratta di una spiaggia dove i sessi sono separati: le donne da una parte del muro, gli uomini dall'altra. Non è folle?
Non fraintendete, non siamo governati da nessuna religione; è semplicemente una tradizione che risale al 1890, quando la stazione balneare fu creata sotto il governo austriaco.
La leggenda vuole che, dopo l'occupazione di Trieste da parte dell'Italia nel 1918, i soldati italiani presero l'abitudine di andare proprio lì a spidocchiarsi. Ma questa è solo una versione della storia e voi siete liberi di credere a quella che più vi piace (se siete interessati cercate in Internet "Bagno comunale la Lanterna Trieste).
A volte sento la necessità di ricordare che un posto del genere esiste ancora perciò ci vado, anche se di rado. Per ovvie ragioni non posso entrare nella parte maschile che sembra essere un posto molto rilassante. Qui, pace e tranquillità regnano sovrani, a differenza della parte femminile, che assomiglia piuttosto a un pollaio sovraffollato, ricoperto di asciugamani e brandire, invece che di gabbie.
Alle otto di mattina, quando lo stabilimento apre, c'è sempre fila all'entrata, ma questo non è niente in confronto con la massa di corpi in bikini che riempiono la spiaggia alle 10.30, quando restano libere solo piccole striscioline di spiaggia… vicino alla toilette.
Una volta disteso l'asciugamano sui sassolini l'unica cosa che puoi fare è distendertici sopra e stare distesa: non c'è abbastanza spazio per fare altro. Vuoi andare in acqua? Libera di zigzagare tra masse di corpi, giocattoli per bambini, ombrelloni, sedie, sdraio, vestiti e scarpe. Ma se lo fai è a tuo rischio e pericolo. Io preferisco non spostarmi dall'asciugamano e resistere quel che poso.
Normalmente dopo due ore sento il bisogno di scappare, e non solo perché la temperatura è troppo alta, ma anche perché, credetemi, un secondo di silenzio è impossibile lì. Ci sono quelle che parlano degli affari loro con amici o parenti, quelle che chiacchierano al telefono, quelle che parlano di politica locale e quelle che spettegolano su tutti (star del cinema, conoscenti, colleghe di lavoro). Infine, non possono mancare le madri che gridano e i bambini che urlano.
E se si volesse leggere un libro? In poche parole, non è il posto giusto. Le cuffiette non possono nulla contro il rumore continuo di sottofondo che non ha mai fine.
"Quindi, perché ci vai? mi potreste chiedere.
Semplice, perché quell'orda vociante di donne seminude hanno un che di rivoluzionario. Sembra dire: "Donne di tutte le taglie/forme/età/paesi/colori/religioni unitevi. Organizzate tutto il rumore che fate in spiaggia e fate sentire la vostra voce."
Questa è la ragione per cui proclamo "el Pedocin" il vincitore del giorno.
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